Sicurezza

Biossido di titanio: sospetto cancerogeno –  15/11/2017
L’Europa ritiene che le prove non sono sufficienti per classificare il biossido di titanio come cancerogeno di tipo 1B, ma consentono la classificazione come sospetta di provocare il cancro per via inalatoria
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Il Biossido di Titanio diventerà cancerogeno 1B?

L’agenzia europea della chimica ECHA, su richiesta della Francia ha dato inizio alla procedura per la classificazione, secondo il Regolamento REACH, del Biossido di Titanio (TiO2) come cancerogena (Carc. 1B, H350i).
La sostanza attualmente non fa parte dell’allegato VI del Regolamento CLP ed è un pigmento e un agente opacizzante molto usato nelle vernici, grazie alle sue proprietà di resistenza agli attacchi chimici, alla sua stabilità termica, alla resistenza alla degradazione UV e il potenziale di fotocatalisi.
Usato in vari settori industriali, fa parte della formulazione di numerosi prodotti oltre alle verinici, tra cui: plastiche, gomme, carte, intonaci, adesivi, tessuti, vetro, ceramica, componenti elettronici, catalizzatori, rivestimenti per pavimenti, granuli di copertura, additivi alimentari (E171), prodotti farmaceutici, cosmetici, impronte dentali, etc.
Gli usi di TiO2 dipendono dalle sue proprietà che sono determinate dalla cristallinità, dalla dimensione, dalla forma e dalla chimica di superficie della particella TiO2. A causa del vasto uso di tale sostanza, se la classificazione come cancerogeno 1B (H350) fosse confermata, comporterebbe grossi problemi a molti settori industriali, sia per quanto riguarda la gestione sia soprattutto perché ne sarebbero vietati molti usi.
Confindustria considera la proposta ingiustificata ed inappropriata per varie ragioni. In particolare per i prodotti vernicianti, gli inchiostri e i rivestimenti sottolinea che il TiO2 è una materia prima essenziale, essendo utilizzato in più dell’85% di tali prodotti. Esso fornisce proprietà fondamentali per la qualità finale, quali il tono di bianco, la coprenza, la lucentezza, la protezione dai raggi UV, la stabilità e la durabilità. È il modo più efficiente ed ottimale di fornire un bianco opaco o uno strato colorato per la decorazione e la protezione delle pareti, degli oggetti in metallo, dei film plastici ecc.
Al momento, dichiara Confindustria in un dettagliato documento inviato agli Enti competenti, non ci sono alternative che offrano le stesse caratteristiche e gli stessi vantaggi.
La proposta di nuova classificazione, oltre alla percezione negativa del termine “cancerogeno”, comporterebbe il possibile divieto della vendita al pubblico di tutti i prodotti contenenti Biossido di Titanio (TiO2). Infatti, sebbene la proposta di classificazione riguardi la frazione inalabile del TiO2, essa impatterebbe anche sui prodotti liquidi e in pasta che contengono TiO2 anche se non è disponibile per l’esposizione all’inalazione (non è respirabile).
In generale Confindustria sottolinea diversi aspetti favorevoli sull’impiego del Biossido di Titanio.
Uso sicuro per molti decenni
Molti studi epidemiologici sui lavoratori hanno mostrato non esserci alcun aumento del rischio di cancro ai polmoni negli esseri umani e nessuna prova che indichi una “relazione causale” tra l’esposizione al TiO2 e lo sviluppo del cancro ai polmoni negli uomini.
Debole “peso dell’evidenza”
La proposta di classificazione si basa essenzialmente su studi effettuati sui ratti esposti a concentrazioni estremamente elevate di polveri di Biossido di Titanio, che ha portato ai cosiddetti effetti da “sovraccarico polmonare”. Tutte le linee Guida dell’ECHA, dell’OCSE e il rapporto ECETOC all’unanimità osservano che i risultati degli studi con “sovraccarico polmonare” nei ratti non devono essere trasposti agli esseri umani per diverse ragioni. Pertanto, la classificazione non è né giustificata né opportuna dal punto di vista tossicologico.
Necessaria proprietà intrinseca della sostanza
Per identificare le sostanze cancerogene, il CLP richiede i dati intrinseci, come previsto nell’Allegato I, e questo è in linea anche con l’obiettivo del sistema di classificazione ed etichettatura armonizzato delle sostanze chimiche (GHS). Nel suo dossier, il MSCA francese, afferma come sua propria conclusione, che il potenziale rischio per la salute da inalazione del Biossido di Titanio è legato alla polverosità della sostanza. Questa ovviamente non è una proprietà intrinseca. Pertanto, una classificazione armonizzata non sarebbe la giusta misura per gestire la sostanza.
Confindustria supporta la valutazione tossicologica effettuata da TDMA (Associazione dei Produttori di Biossido di Titanio) e da TDIC (Consorzio dell’Industria del Biossido di Titanio).
Il Biossido di Titanio è utilizzato in modo sicuro nei prodotti chimici e la grande quantità di dati sul TiO2 dimostra che non presenta un rischio di cancro per gli esseri umani attraverso alcuna via di esposizione e che non sono soddisfatti i criteri di classificazione per cancerogenicità.
La proposta della MSCA francese di classificazione e di etichettatura per il Biossido di Titanio provocherebbe la scomparsa della produzione nel mercato europeo di numerosi prodotti indispensabili e utili, che non comportano alcun rischio né per i consumatori né per l’ambiente non garantendo, nel contempo, un equo trattamento tra mercato europeo e Paesi extra EU. Non vi sono, ad oggi, valide alternative con le stesse prestazioni così le conseguenze nella catena di fornitura sarebbero drammatiche.

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